HomeSicurezza Lavoro › Quali sono le responsabilità del preposto in materia di sicurezza? I casi in cui risponde personalmente
Sicurezza Lavoro

Quali sono le responsabilità del preposto in materia di sicurezza? I casi in cui risponde personalmente

📅 15 Agosto 2026✍️ di Rosalinda Santi⏱️ 4 min di lettura

Il preposto rappresenta una figura centrale nella gestione della sicurezza aziendale, spesso sottovalutata ma fondamentale per garantire il benessere dei lavoratori. Questo ruolo, riconosciuto dalla normativa italiana e dalle direttive europee, comporta responsabilità precise e, in alcuni casi, anche sanzioni personali. Comprendere quando e come il preposto risponde penalmente è essenziale per chi ricopre questa posizione e per i datori di lavoro che devono strutturare correttamente l’organizzazione della sicurezza.

Che differenza c’è tra le responsabilità del datore di lavoro e quelle del preposto?

Il datore di lavoro è il responsabile principale della sicurezza in azienda e ha il compito di valutare i rischi, implementare misure preventive e fornire formazione. Il preposto, invece, è colui che sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’osservanza delle disposizioni in materia di sicurezza durante l’esecuzione del lavoro quotidiano. Mentre il datore di lavoro risponde della strategia e della pianificazione, il preposto è responsabile dell’applicazione concreta di queste misure sul campo. La responsabilità del preposto è più operativa e diretta verso i lavoratori.

Secondo il D.Lgs. 81/2008, il preposto deve controllare che tutti utilizzino correttamente i dispositivi di protezione individuale, segnalare tempestivamente i rischi e intervenire immediatamente per prevenire situazioni pericolose. È una figura di intermediazione tra la direzione aziendale e i lavoratori.

In quali situazioni il preposto risponde personalmente di negligenza o omissione?

Il preposto risponde penalmente quando non adempie ai suoi doveri specifici, causando direttamente un danno ai lavoratori. Questa responsabilità personale scatta quando omette di vigilare, non segnala i rischi evidenti o permette che pratiche pericolose continuino senza intervento. Un esempio concreto è quando il preposto sa che un macchinario manca di protezioni adeguate e non lo comunica al superiore o non impedisce che i lavoratori lo utilizzino.

La responsabilità personale emerge anche negli episodi di infortunio sul lavoro: se l’indagine accerta che il preposto avrebbe potuto evitare l’accaduto con una vigilanza adeguata, può essere sottoposto a processo penale. Non è necessario che il preposto abbia agito con dolo; anche la semplice negligenza è sufficiente per l’imputazione.

Quali sono le conseguenze legali per il preposto che non osserva le norme sulla sicurezza?

Le sanzioni variano a seconda della gravità dell’infrazione e delle conseguenze. In caso di semplici omissioni amministrative, il preposto può subire multa fino a 1.000 euro. Se l’omissione causa un infortunio senza lesioni gravi, le sanzioni si inaspriscono significativamente. In presenza di lesioni personali, arresto fino a tre mesi o multa fino a 3.000 euro. Nel caso più grave, quando l’omissione del preposto contribuisce a un decesso, può configurarsi il reato di omicidio colposo con pena detentiva.

Oltre alle sanzioni penali, il preposto può essere responsabile civilmente verso i lavoratori danneggiati, condannato al risarcimento danni. Questo significa che potrebbe dover pagare somme significative di tasca propria per coprire le spese mediche, il danno biologico e il danno morale dei lavoratori infortunati.

Come può il preposto proteggersi dal rischio di responsabilità personale?

La prima forma di protezione è la documentazione. Il preposto deve registrare le verifiche di sicurezza, gli interventi effettuati, i rischi segnalati e le comunicazioni al datore di lavoro. Una traccia scritta è fondamentale per dimostrare che ha agito secondo le norme. È utile mantenere un registro di controllo giornaliero delle aree di lavoro, dei macchinari e dell’utilizzo dei dispositivi di protezione.

In secondo luogo, la formazione continua riduce il rischio di negligenza. Un preposto aggiornato sulle normative e sulle migliori pratiche di sicurezza è più consapevole dei propri doveri e dei rischi specifici dell’attività. Molte aziende progressive, come alcune realtà del settore tessile dove lavoro, investono in corsi di specializzazione per i loro preposti.

Infine, la comunicazione trasparente con il datore di lavoro è essenziale. Se il preposto identifica un rischio che non può risolvere autonomamente, deve segnalarlo immediatamente per iscritto. Questa documentazione protegge sia il preposto che l’azienda.

Esiste un’assicurazione per la responsabilità civile del preposto?

Sì, alcune compagnie assicurative offrono polizze specifiche per la responsabilità civile dei preposti. Queste coperture possono proteggere da risarcimenti derivanti da infortuni causati da negligenza nella vigilanza. Tuttavia, le polizze hanno limiti e esclusioni, e non coprono la responsabilità penale. Un preposto che agisce dolosamente o con grave negligenza documentata potrebbe comunque affrontare procedure penali indipendentemente dall’assicurazione.

È consigliabile che il datore di lavoro valuti l’opportunità di stipulare queste assicurazioni come parte di una strategia più ampia di gestione del rischio aziendale.

Quali domande si pongono più spesso i preposti?

Sono responsabile se un lavoratore non indossa la mascherina? Sì, se non intervieni dopo una segnalazione. Il preposto deve ordinare al lavoratore di indossarla e segnalare il rifiuto.

Se delego a un collega il controllo della sicurezza, sono comunque responsabile? No completamente, ma rimani responsabile della corretta supervisione di quella delega.

Quanto tempo ho per segnalare un rischio? Immediatamente, non ci sono scadenze. Il ritardo può aggravare la responsabilità.

Un infortunio automaticamente significa che il preposto ha responsabilità? No, solo se l’indagine accerta una sua omissione o negligenza causale.

Posso essere processato anche se l’azienda è stata multata? Sì, responsabilità dell’azienda e del preposto sono indipendenti.

Rosalinda Santi

Giovane ma già attiva come referente sicurezza in una piccola azienda tessile, ha gestito interamente il passaggio alle nuove procedure per la prevenzione dei rischi meccanici. Spicca per la capacità di motivare i colleghi all’osservanza delle pratiche igienico-sanitarie.

Torna in alto