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Nominare il medico competente: procedura semplificata per aziende con meno di 15 addetti

📅 16 Agosto 2026✍️ di Francesca Naldoni⏱️ 4 min di lettura

La nomina del medico competente rappresenta uno degli obblighi fondamentali per le aziende italiane, anche se spesso sottovalutato dalle imprese di piccole dimensioni. Negli ultimi mesi, il tema è tornato al centro dell’attenzione normativa, in particolare per le società con meno di 15 addetti che possono beneficiare di procedure semplificate. Ma cosa significa esattamente nominare il medico competente, chi deve farlo e quali sono i passaggi concreti da seguire?

Chi è il medico competente e perché è necessario

Il medico competente è un professionista sanitario abilitato a svolgere compiti di prevenzione e protezione dei lavoratori all’interno dell’azienda. La sua figura è regolata dal Decreto Legislativo 81/2008, il principale riferimento normativo in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro in Italia.

Le sue responsabilità includono la collaborazione nella valutazione dei rischi, l’effettuazione di visite mediche preventive e periodiche, l’emissione di giudizi di idoneità e il supporto nella formazione dei lavoratori su tematiche di salute e prevenzione. Non è quindi una mera formalità amministrativa, ma una figura attiva nel sistema di gestione della salute e della sicurezza.

Per le aziende con meno di 15 addetti, la legge prevede semplificazioni significative che rendono il processo di nomina più agile e accessibile, senza compromettere la qualità della prevenzione.

I requisiti del medico competente

Non tutti i medici possono ricoprire questo incarico. Il professionista deve possedere una specializzazione in medicina del lavoro oppure una specializzazione in igiene e medicina preventiva. In alternativa, sono ammessi medici con esperienza almeno biennale nel settore della prevenzione nei luoghi di lavoro, documentata da certificazioni specifiche.

Inoltre, il medico competente deve iscriversi nell’elenco degli esperti in medicina del lavoro, consultabile presso gli ordini provinciali dei medici. Questo garantisce tracciabilità e responsabilità professionale.

Le aziende devono assicurarsi che il professionista possegga questi requisiti prima di procedere alla nomina. Una verifica preliminare presso l’albo professionale evita problemi successivi e assicura la conformità normativa.

La procedura semplificata per le piccole aziende

Le aziende con meno di 15 dipendenti possono ricorrere a una procedura snellita. A differenza delle imprese più grandi, non è necessario effettuare una valutazione dei rischi estremamente complessa prima della nomina, sebbene la valutazione rimanga comunque obbligatoria.

Il processo prevede i seguenti step concreti: innanzitutto, l’identificazione del medico competente disponibile, preferibilmente con esperienza nel settore aziendale specifico. Successivamente, la redazione di una lettera di incarico che specifichi il ruolo, le responsabilità e la durata della collaborazione.

La nomina deve essere comunicata all’INAIL entro 30 giorni dalla data di effettuazione, insieme a una breve descrizione dell’attività aziendale e dei rischi presenti. Per le aziende piccole, questa comunicazione può avvenire attraverso il modello OT24, disponibile sul sito dell’istituto.

Un aspetto cruciale riguarda la documentazione: tutti gli atti di nomina, insieme al curriculum vitae del medico e le certificazioni delle sue competenze, devono essere conservati e resi disponibili in caso di controlli.

Tempistiche e costi

Una domanda frequente tra gli imprenditori riguarda i tempi di implementazione. La procedura di nomina può essere completata in una o due settimane, a condizione che il medico sia prontamente disponibile e che i documenti siano in ordine.

Per quanto concerne i costi, questi variano significativamente in base alla modalità di collaborazione scelta: incarico continuativo, consulenza occasionale, oppure ricorso a servizi di prevenzione e protezione integrati. Una piccola azienda può aspettarsi spese annuali che vanno dai 1.500 ai 4.000 euro, a seconda della complessità dei rischi presenti.

È consigliabile contattare direttamente il professionista per ricevere una quotazione personalizzata in base alle specifiche esigenze aziendali.

Errori comuni e come evitarli

Una delle trappole più frequenti è nominare un medico generico, privo delle specializzazioni richieste. Questo comporta il rischio di nullità dell’incarico e possibili sanzioni amministrative durante le ispezioni.

Un altro errore critico riguarda la mancata comunicazione all’INAIL: molte piccole imprese saltano questo step, ignorando che la procedura non è completata senza notifica ufficiale. Inoltre, è importante evitare conflitti di interesse: il medico non può simultaneamente essere medico aziendale e medico competente dello stesso datore di lavoro.

Infine, la documentazione deve essere curata con attenzione. Conservare tutti i documenti per almeno 10 anni è un obbligo normativo spesso sottovalutato dalle aziende con pochi dipendenti.

L’importanza della collaborazione attiva

Una volta nominato, il medico competente deve essere coinvolto attivamente nelle decisioni aziendali relative alla sicurezza. Questo significa fornirgli accesso agli spazi di lavoro, ai dati sulla popolazione lavorativa e ai risultati della valutazione dei rischi.

Come sottolinea un esperto di settore: “Un medico competente relegato a una figura meramente amministrativa è un’opportunità persa. La sua esperienza può prevenire problemi di salute prima che si manifestino”.

Nelle aziende piccole, dove spesso il datore di lavoro coincide con il responsabile della sicurezza, questa collaborazione diventa ancora più preziosa, poiché fornisce una prospettiva indipendente e specializzata.

La nomina del medico competente non è quindi una scatola da spuntare in una lista di adempimenti burocratici, ma un investimento concreto nella salute dei propri dipendenti e nella sostenibilità dell’impresa.

Francesca Naldoni

Ha guidato progetti di formazione per operatori di mense scolastiche, sviluppando guide pratiche per la corretta igiene degli ambienti e degli alimenti. Ha affrontato emergenze legate a contaminazioni e supportato numerose scuole nell’adeguamento delle procedure alle recenti normative.

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